29 Gennaio, 2020

Elio Grasso

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Dal nostro archivio

Destini americani

Rachel Kushner, Mars Room, Einaudi. Recensione di Roberto Sturm. Il primo microcosmo che replica la società statunitense, amplificandone le brutture, è il Mars Room, un locale di lap dance dove la protagonista, Romy Hall, lavora per anni come spogliarellista. Qui conosce Kurt Kennedy, che la affitta per farle svolgere il ruolo di fidanzata. Presto l’uomo sembra non distinguere più la finzione dalla realtà, ossessionando la donna con improvvise apparizioni e telefonate notturne. Romy, per sfuggirgli, si trasferisce da San Francisco a Los Angeles, e quando lui bussa alla sua porta di casa lo uccide.

Nel cuore torbido dell’America

Midwest, pianure sterminate, pozzi petroliferi, inverni gelidi e primavere “irlandesi”, nativi americani, poliziotti e giornaliste. Il Nord Dakota di Fargo, ormai fin troppo celebre...

Il pugile poetante

Arthur Cravan, Grande trampoliere smarrito. "In Grande trampoliere smarrito troviamo alcune sue prose e scritti di vario genere, un assaggio delle sue poesie e delle sue lettere, in dosi sufficienti per farci un’idea della follia del personaggio, che era anche, tra le mille cose, nipote di Oscar Wilde – il padre ne era stato il cognato. Impossibile per il poeta-pugile non giocare con una simile parentela. Allo zio sono infatti dedicati «Documenti inediti su Oscar Wilde» e «Oscar Wilde è vivo!»"

Svaghi carnali in sanatorio

Max Blecher, Cuori cicatrizzati. "Questa folla di uomini e donne, immersa in un’atmosfera marina che appare ben poco risanante, si dedica a quegli svaghi carnali che ancora spingono e contrastano la crescente impotenza dei corpi mummificati dalle costrizioni artificiali. Blecher descrive un ambiente dove medici e infermieri sembrano messi da parte, mentre ogni azione ha la tutela degli allucinati 'villeggianti'."

Mediocritas tutt’altro che aurea

Dwight Macdonald, "Midcult era e rimane il prodotto che aspira alla cultura alta senza assumersene i rischi; il prodotto magniloquente e/o didascalico, dotato di un messaggio predigerito e pronto all'uso: perfetto per essere riassunto in una morale di poche righe (o in un tweet). Il prodotto che ammaestra e intrattiene, chiedendo al fruitore una partecipazione debole se non passiva, rassicurandolo col brand della «Cultura». "

Speciale Stranimondi