29 Gennaio, 2020

Domenico Gallo

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Dal nostro archivio

Lei canta il corpo elettrico

Naomi Alderman, Ragazze elettriche. "Al cuore del romanzo c’è una metafora semplice ma cruciale come il titolo: in inglese l’energia elettrica e il potere sono designati dalla stessa parola, power (cosa che inevitabilmente si perde nella traduzione italiana, anche se ci si può arrivare facilmente). Potere ed energia elettrica si comportano allo stesso modo: partono da un centro e si ramificano rapidamente verso la periferia, e altrettanto rapidamente tornano al punto di partenza."

Di qua da Princeton

Alessandro Giammei, Una serie ininterrotta di gesti riusciti. "Il libro è certamente anche una serie di esercizi intellettuali, e insieme auto-finzionali, sul Grande Gatsby di Fitzgerald. Se i riferimenti a quest’opera, sia nei titoli sia nel contenuto dei singoli capitoli, sono iper-evidenti, il vero sottotesto sembra essere però un’altra opera di Fitzgerald, ossia Di qua dal Paradiso. Quest’ultimo, infatti, è ambientato proprio a Princeton, e Amory Blaine è presente nella scrittura di Giammei tanto quanto Gatz e compari, e forse anche di più, indicando ancora una volta come l’autore sappia mantenere viva la tensione tra le diverse polarità dell’immaginario."

Valerio Aiolli sceglie Natalia Ginzburg

Valerio Aliolli è stato seguito da PULP Libri fin dai suoi esordi, ed era perciò inevitabile che lo invitassimo a partecipare alla nostra rubrica...

Un morto di troppo

Paolo Malaguti, Prima dell'alba. "Ebbene, Paolo Malaguti ha voluto fare il tuffo carpiato con avvitamento e giravolta e colpo di scena. Si è avventurato sul terreno doppiamente pericoloso del giallo storico. Non un commissario Montalbano d'oggi, bensì un ispettore Malossi dei primissimi anni Trenta, alle prese con un morto illustre, nientemeno un generale Graziani, eroe della Grande guerra, e al tempo stesso boia militare senza pari. "

Esorcizzare gli spettri del passato

Nadia Terranova, Addio fantasmi. "In quest’ultimo libro invece la materia è incandescente di per sé, non la si può imprigionare in una fredda detenzione. Va affrontata in tutta la sua forza dolorosa e in tutta la sua violenza. Ne Gli anni al contrario lo sguardo (della bambina) è rivolto verso il padre e verso il mondo circostante; ma in questo secondo libro la sfida è quella d rivolgere lo sguardo verso di sé. E, come un guanto, lo stile letterario aderisce agli eventi emotivi tra simboli, letteratura, incubi e sogni."

Speciale Stranimondi