24 Gennaio, 2020

Claudio Asciuti

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Futuro d’annata

Dal nostro archivio

Rivoluzione e liberazione

Frantz Fanon, La rivoluzione algerina e la liberazione dell'Africa. "Lo sguardo di Fanon non resta intrappolato in quella che rischiava di essere una claustrofobica dinamica franco-algerina: esso ritmicamente si allarga, rimandando all'ambiguità delle reazioni euro-americane (soprattutto alle ondivaghe posizioni di Stati Uniti, Regno Unito e Italia) nei confronti della causa algerina e, in maniera ancora più eloquente, al significato profondo di quella rivoluzione, ovvero il movimento anticoloniale di liberazione di tutti i popoli oppressi dalle potenze europee."

La memoria dell’incantevole Boom

Giuseppe Lupo, Gli anni del nostro incanto. "Attraverso il chiaroscuro con cui Lupo tratteggia un’Italia in fin dei conti ancora a noi vicina, egli vuole sottolineare l’importanza della memoria e il necessario impegno per allenarla, vuole indicare il pericolo sempre imminente di perdere le tracce, di smarrirsi, d’essere preda d’una terribile malattia, soprattutto in un periodo storico in cui troppo facilmente il meme sostituisce il rigore della ricostruzione storiografica, il grido sostituisce il dialogo, l’insulto prende il posto della riflessione comune."

Una scrittura luminosa

Andrés Barba, Repubblica luminosa. Lorenzo Mari. "Se la repubblica luminosa del titolo non designa affatto un paesaggio utopico, bisognerà pur concedere lo stesso attributo, stavolta in chiave del tutto positiva, alla scrittura di Andrés Barba, autore spagnolo di quarantacinque anni che, per questo romanzo, ha ricevuto nel 2017 il prestigioso Premio Herralde (assegnato in precedenza ad autori del calibro di Javier Marías, Roberto Bolaño e Juan Villoro)."

Molto più a sud di Durango

Lucia Berlin, Sera in paradiso. "Durante la lettura di questo libro risentiamo l’anima di alcuni santi in Paradiso, ovvero poeti poetesse e scrittori beat amati e venerati anche nei nostri confini. In alcune note biografiche appaiono nomi come Diane di Prima, Denise Levertov, LeRoi Jones (che divenne Amiri Baraka), vale a dire una sterminata famigliaccia di geni alquanto famosa nel movimento di anni italiani ancora ricchi di curiosità, intelligenza e speranza. Un probabile universo parallelo, intralciato e fatto fuori dall’attuale."

I pantaloni dei morti

Irvine Welsh, Morto che cammina. "Renton e gli altri protagonisti di Trainspotting sono ormai sulla cinquantina: Marc è un affermato manager di DJ che vive fra gli Stati Uniti e l’Europa e Begbie è un famoso scultore. Un incontro casuale li porterà a riallacciare i rapporti e a incrociare di nuovo le strade con Sick Boy e Spud, in un intreccio di situazioni tragicomiche ambientate nell’anno della Brexit (e della vittoria degli Hibs nella coppa di Scozia dopo 114 anni)".

Speciale Stranimondi