20 Ottobre, 2019

Alessandro Fambrini

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Una sorte segnata

Dal nostro archivio

I nostri libri dell’anno

E sottolineiamo nostri. Nessuna pretesa di compilare graduatorie o proclamare vincitori. Tutt'altro: per il giorno di Natale abbiamo pensato di fare un regalo ai nostri lettori, consistente in una ricca serie di consigli di lettura. Per questo abbiamo chiesto a tutti i nostri collaboratori di indicare quale fosse stato il loro libro dell'anno; quello, tra i libri letti, che li aveva colpiti di più, indipendentemente dal fatto di averlo recensito o meno per PULP Libri.

L’esperimento africano

Giorgio Manganelli, Viaggio in Africa. "Il ritratto che ne esce è esotizzante solo per alcuni assunti di fondo – un’Africa hegelianamente senza scrittura, senza Storia e senza Stato, come si legge in più di un passaggio – ma la coscienza della propria posizione di osservatore europeo, abituato ai diversi spazi e tempi dell’Europa iper-urbanizzata, affiora sin dalle prime righe del testo."

Messaggi dall’Oltre Mondo

Warren Ellis e Declan Shalvey, Injection. Libro uno, Saldapress. Versione da collezione degli episodi 1-15 della serie a fumetti Injction. Un gruppo di cinque sorprendenti personaggi sono impegnati in una lotta tragica e disperata perché, anche se il pericolo viene esorcizzato, la minaccia si ripropone immediatamente sotto altre forme.

Educazione albanese

Ornela Vorpsi, Il paese dove non si muore mai. "Ornela, mancando di peli sulla lingua, sapeva descrivere grandi escalations di rancori familiari e assassini a regola d’arte dentro le carceri di stato. Si veniva rinchiusi per aver letto Bel ami e Guerra e pace, o aver accarezzato cartoline postali italiane. E poi il sesso, visto come esalazione pericolosamente femminile, solo per il fatto di avere quella cosa lì fra le gambe, bambina o adulta che si fosse."

Intervista con Valerio Evangelisti

Il fantasma di Eymerich sembra volersi riconnettere con più decisione di altri romanzi recenti del ciclo, alle origini del personaggio: la teoria cosmologica dell’Alfa e dell’Omega alla base della trama si attiene anche alla saga stessa dell’Inquisitore. Il primo romanzo e l’ultimo si ricongiungono: ricompare l’astronave Malpertuis che – così hai detto in varie interviste – aggiungesti come elemento fantascientifico perché Nicholas Eymerich, Inquisitore – la prima avventura della serie - potesse partecipare al Premio Urania nel lontano 1993, dando origine al successo che tutti conosciamo.