16 Settembre, 2019

Tag: Valerio Evangelisti

Dal nostro archivio

Oltre i grandi narcisisti

Arlene Ehyman, Il buon vecchio sesso fa paura. “'L’amore con Murray', il secondo dei sette racconti che compongono il libro della Ehyman non si discosta molto dalle cose scritte da Philip Roth; una storia d’amore, di sesso e di gelosia fra una ragazza giovanissima, bella e intelligente, all’inizio della propria ricerca artistica, e un intellettuale sulle soglie della vecchiaia..."

Ex Jugoslavia versus Jugonostalgija

Goran Vojnović, Jugoslavia, terra mia. "Classe 1980, quindi della generazione meno che adolescente (pubertetljia) al momento della dissoluzione bellica, Vojnović porta nella letteratura della sevdah due aspetti completamente inediti: il conflitto linguistico o clash of slang interno alle ex repubbliche federali; il trauma psicologico dei figli dei criminali di guerra, non delle vittime, quindi quello status che nella letteratura tedesca del secondo dopoguerra fu la Schuldfrage".

Philip Roth: l’invenzione dell’America

Perché scrivere? Philip Roth se lo chiedeva già nel lontano 1960, durante un simposio organizzato dall’università di Stanford; il suo intervento di allora, intitolato Scrivere narrativa americana, è più che mai attuale e adesso è finalmente accessibile anche al pubblico italiano in questo prezioso e imprescindibile libro appena pubblicato da Einaudi, che raccoglie i testi di non-fiction presenti nell’ultimo volume dedicato dalla prestigiosa Library of America all’opera omnia dello scrittore.

Villon sotto la neve

Robert Louis Stevenson, Un tetto per la notte. "A Stevenson interessa l’atmosfera notturna e un po’ bieca che assume Parigi vista dagli occhi di un Villon non privo di acutezza e velenosa ricerca di suggestioni, trasandatezza e vil denaro. Del resto, è noto, al poeta dedica diverse attenzioni saggistiche. Un tetto per la notte, confluito in New Arabian Nights, narra di una peripezia nel gelo parigino in una notte di tormenta, dopo aver assistito a un omicidio da parte di compagni di gioco e sbronze."

La CIA ci spia (e non solo lei)

Stefano Di Marino, Guida al cinema di spionaggio. "In questo volume si affronta il cinema di spionaggio da un punto di vista cronologico, dalle pellicole del primo Novecento ai film dedicati alla guerra fredda tra USA e URSS del secondo dopoguerra, per poi continuare con le produzioni più moderne, il cinema asiatico e le «spie del nuovo millennio». Tuttavia, un approccio esclusivamente temporale sarebbe stato troppo limitativo: Di Marino propone quindi approfondimenti tematici, dando particolare rilievo, per esempio, ai film che hanno segnato un punto di svolta per il cinema di spionaggio e all'opera di John Le Carré, il «narratore della Guerra Fredda»."