22 Settembre, 2019

Tag: Robert Lukins

Dal nostro archivio

Italian Super-hero

Alessandro Vietti, Il potere. "Il romanzo ripercorre la vita del supereroe, ci racconta come scopre la sua disgustosa capacità, come impara a controllarla. E proprio l'aver ricostruito questo percorso fa de Il potere un romanzo solido e ancor più inquietante; perché il suo protagonista è fin troppo credibile, fin troppo umano, fin troppo reale."

Il gusto dell’analisi

Daniele Barbieri, Semiotica del fumetto. "La semiotica la si ama o la si odia, ma in genere la si odia. È spesso associata, non a torto, a un eccessivo tecnicismo e a terminologie astruse che rendono pressoché impenetrabili i concetti espressi. La si accusa di allontanare il piacere della lettura sezionando, tagliuzzando il testo fino a renderlo irriconoscibile dietro a schematizzazioni e diagrammi. È sicuramente il caso di alcuni autori ma, chiariamolo subito, Barbieri non fa parte di quella schiera."

Una sinfonia di parole

Smith, Inverno, Edizioni SUR. Recensione di Laura Fedigatti. A Seasonal Quartet, un quartetto di stagioni: quattro romanzi per quattro stagioni differenti e quattro storie diverse tra loro. Il quartetto ci ricorda qualcosa di musicale ed è così che la scrittura di Ali Smith può essere definita: musicale, per il ritmo, per la scelta delle parole, per le immagini e le emozioni evocate. 

Un magnifico incubo

Il meno possibile che si può dire, ed è comunque troppo: un padre pazzo e violento tiene segregati i due figli all’interno di una costruzione enorme e disarticolata, che affonda nello sfacelo. Tra loro e il resto del mondo c’è un grande bosco. Come oltrepassarlo, dal momento che il padre è morto?

Verità nascoste

Stig Dagerman, Autunno tedesco - “L’atto conclusivo della distruzione – quale fu vissuto dalla quasi totalità dei tedeschi” scrive Sebald nella sua Storia naturale della distruzione “restò così, nei suoi aspetti più foschi, un infamante segreto di famiglia […] La reazione quasi naturale, dettata dalla consapevolezza del proprio disonore […] fu il tacere.”