16 Settembre, 2019

Tag: Renzo Paris

Dal nostro archivio

Poesia dallo spazio esterno

Jack Spicer, After Lorca. "Leggere oggi After Lorca, finalmente pubblicato in Italia, è varcare la frontiera di uno Stargate, è ritrovarsi in un universo parallelo in cui i morti scrivono prefazioni e i terrestri superstiti ascoltano le trasmissioni radio della stazione spaziale. Dick non lesse le poesie di Spicer (probabilmente) ma è certo che l’avanguardia di Berkeley (e dunque Spicer) lo incoraggiò a scrivere i suoi racconti (lo dichiara in un’intervista del 1981)..."

La memoria dell’incantevole Boom

Giuseppe Lupo, Gli anni del nostro incanto. "Attraverso il chiaroscuro con cui Lupo tratteggia un’Italia in fin dei conti ancora a noi vicina, egli vuole sottolineare l’importanza della memoria e il necessario impegno per allenarla, vuole indicare il pericolo sempre imminente di perdere le tracce, di smarrirsi, d’essere preda d’una terribile malattia, soprattutto in un periodo storico in cui troppo facilmente il meme sostituisce il rigore della ricostruzione storiografica, il grido sostituisce il dialogo, l’insulto prende il posto della riflessione comune."

Botte da orbi; e ancora botte da orbi

AA.VV., N di meNare "N di meNare, come dicevo, contiene esattamente quello che il titolo lascia presagire: una carrellata sguaiata e spassosissima di avventure bislacche popolata da eroi improbabili, eroine procaci e letali ed esseri di varie forme e dimensioni. Un divertissement che mostra una conoscenza profonda degli stilemi dei vari generi che affronta, e che li riproduce spingendo al massimo sull’acceleratore, esaltando le possibilità metanarrative più buffonesche e ammiccanti."

La vita nella città segreta

Viola Di Grado, Fuoco al cielo, La nave di Teseo. Lo spunto è dato da una storia vera accaduta negli anni Novanta quando sia i sovietici che gli statunitensi, vicino alle centrali nucleari, avevano costruito le loro “città segrete” per testare esperimenti sugli esseri umani.

I cavalieri della metamorfosi: intervista con Antonio Moresco

Con Antonio Moresco parliamo de Il grido, il libro uscito poco più di un mese fa da SEM, un pamphlet che sembra convocare, per un confronto serrato, a tratti furioso, tutti i cavalieri che Moresco ci ha abituato a veder attraversare, singolarmente o a piccoli gruppi, la sua opera. Cavalieri intesi come pensatori del presente e del passato, ma anche come personificazioni delle grandi passioni, invenzioni, fantasmi e ideali che in un modo o nell’altro hanno accompagnato l’uomo fin sulla barriera piatta e bloccata dell’estinzione di specie.