16 Settembre, 2019

Tag: postmodernismo

Dal nostro archivio

La memoria dell’incantevole Boom

Giuseppe Lupo, Gli anni del nostro incanto. "Attraverso il chiaroscuro con cui Lupo tratteggia un’Italia in fin dei conti ancora a noi vicina, egli vuole sottolineare l’importanza della memoria e il necessario impegno per allenarla, vuole indicare il pericolo sempre imminente di perdere le tracce, di smarrirsi, d’essere preda d’una terribile malattia, soprattutto in un periodo storico in cui troppo facilmente il meme sostituisce il rigore della ricostruzione storiografica, il grido sostituisce il dialogo, l’insulto prende il posto della riflessione comune."

Anarchia nomade

Francesco Verso, I camminatori vol. 1 I Pulldogs; vol. 2 No/Mad/Land, Future Fiction, Una recensione di Roberto Paura. I camminatori è anche un messaggio politico: è possibile immaginare un mondo alternativo a quello odierno anche senza abbracciare le teorie della decrescita e il luddismo tecnologico, ma sfruttando le nuove tecnologie e accettando l’idea di un’evoluzione umana in sinergia con l’ambiente. I pulldog, che in origine non sono altro che degli squatters romani, gli scarti della società del benessere insostenibile, intuiscono per primi che è possibile conciliare ritmo lento e veloce, tecnologia e sostenibilità, multietnicità e legame con le proprie radici. Le antinomie del nostro tempo sono tutte risolte in questo romanzo che, come un tempo fu Straniero in terra straniera di Robert A. Heinlein, potrebbe diventare il manifesto di una nuova controcultura.

Più PULP Libri, Più Liberi

tratteggia UMBERTO ROSSI "PLPL è un po’ una riunione di famiglia. Spero un matrimonio o un battesimo, e non un funerale..."

Il nucleo più profondo della storia del nostro Paese

Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo. "Afferrando alla gola il fantasma sempre sfuggente della memoria, questo lavoro affronta con inusuale coraggio una delle pagine più buie e controverse d'Italia, quelle che videro protagonista Benito Mussolini e i cruenti avvenimenti che nel breve volgere di poco più di un biennio ne determinarono l’ascesa al potere e la conseguente estinzione della fragile democrazia dello Stato liberale."

Lettere, ma tutt’altro che morte

Edgar Allan Poe, Lettere. "L’intelligenza e la cultura eclettiche di Poe strabordano da questo tomo, accompagnandosi alle più prosaiche angosce di un individuo estremamente sensibile costretto a una vita difficile. Attenzione, però, perché Poe era anche un colossale bugiardo, patologicamente teso alla menzogna, all’elisione, all’iperbole."