16 Settembre, 2019

Tag: Nicoletta Vallorani

Dal nostro archivio

Meat is murder

AA.VV. Essere vegetariani nell'antica Grecia. "Anche Plutarco fa derivare la corruzione morale dal consumo di carne (“E dopo aver fortificato a poco a poco la loro brama insaziabile, gli uomini si rivolsero all’assassinio del loro simili, alle guerre e alle stragi”), in quella visione del mondo che fin da Talete vedeva “tutto pieno di Dèi”, intendendo, nel miglior stile del politeismo greco, la sacralità di tutti gli enti, più che l’idea panteistica."

Dirige l’orchestra il Maestro Robecchi

Alessandro Robecchi, Follia maggiore. " Viene infatti trovato il cadavere di tal Giulia Zerbi, anziana signora della Milano bene, caduta per caso nelle mani di un giro di usura finito male. La signora ha una figlia giovane di nome Sonia, una soprano che studia per diventare una star del settore. Come in una favola però, i nostri eroi verranno richiamati al lavoro dal Serrani che sarà uno dei pezzi fondamentali del puzzle costruito dall’autore."

American Bardo Thodol

George Saunders, Lincoln nel Bardo. "In questo senso, Lincoln nel Bardo si legge come uno sguardo retrospettivo e malinconico all’universalismo e al multiculturalismo originari americani, una chiamata all’unità e all’umana compassione."

Il cielo rosso del coraggio

Giuseppe Berto, Il cielo è rosso. "Uno dei primi romanzi ambientati sul finire della Seconda guerra mondiale ed editi durante la ricostruzione, quando il Paese era ancora un cumulo di macerie e le sue profondissime ferite lungi dall’essere rimarginate. Berto lo scrisse durante l’estate del 1944 nel campo di prigionia di Hereford, nel Texas, mosso dal lancinante senso di colpa di chi, confessò in seguito, “come italiano e fascista sente di aver contribuito allo scatenarsi della guerra”.

Discesa agli inferi senza ritorno

Morrison & Burnham, Senzanome. "Questa situazione di partenza, piuttosto convenzionale nel suo sviluppo, come si è visto, viene ben presto fatta deflagrare in un oggetto narrativo abnorme e difficile da penetrare, in cui gli assi spaziali e temporali si confondono e, come il protagonista ci ricorda di continuo, «niente è reale». Da questo punto di vista il concetto di occulto cui Morrison fa riferimento appare molto distante da quello, taumaturgico, delineato negli anni da Jodorowsky e Moore, per i quali la magia si presenta come qualcosa di tremendamente serio e concreto, la forma più profonda della conoscenza umana."