16 Settembre, 2019

Tag: letteratura

Dal nostro archivio

A proposito dell’orso. Due recensioni

Mikael Niemi, Cucinare un orso. "Due recensioni per un romanzo imprevedibile che ha dentro di sé l’epica di personaggi storici, e il riscatto di minoranze rimaste per secoli ai margini del mondo.E poi si sa, a certe latitudini basta un bacio per sparire per sempre nel silenzio invernale."

Leonora Carrington: La musa riluttante

"Leonora Carrington: La musa riluttante" è un primo piano che Walter Catalano dedica alla vita e alle opere di Leonora Carrinton, scrittrice e artista visuale che attraversò l'intero Novecento all'interno del movimento surrealista esprimendo una vena creativa assolutamente originale.

Samuel Beckett à la guerre (comme à la guerre)

Jo Baker, L'irlandese. "Baker porta i lettori da Parigi a Vichy, poi a Arcachon e di nuovo a Parigi, fino a Roussillon e da ultimo a Saint-Lô, in Normandia, sulle tracce di Samuel e Suzanne, braccati dalla Gestapo, fiaccati dalla fame e circondati da traditori; piedi doloranti, freddo, paura, delusione e dolore, ma anche tenacia, coraggio, fiducia reciproca e – chissà, probabilmente amore."

I racconti neri dell’inquietante Oates

Joyce Carroll Oates, Il collezionista di bambole. "Attraverso una manciata di racconti vediamo dispiegarsi davanti ai nostri occhi una realtà acida e corrosiva, tematiche anche socialmente impegnative. Ma chi ama il racconto horror classico resterà deluso: qui si lavora di fino, non si mira mai alla pancia del lettore. Con una maestria tecnica impareggiabile Oates trasforma sempre lievemente tutto quello che osserviamo durante il racconto, facendoci rendere conto della difficoltà di comprendere il reale. Noi crediamo di aver capito un contesto, la psiche di una persona o una filosofia: ma vedrete che a fine racconto con senso di amaro dovrete cambiare idea."

La creatura rivoluzionaria

Brian Aldiss, Frankenstein liberato. «Il meccanismo letterario del viaggio nel tempo consente ad Aldiss di riscrivere la storia dell’origine del romanzo Frankenstein in coerenza con il suo ruolo di capostipite della fantascienza, anzi di quella fantascienza critica e politicamente impegnata che aveva portato al successo la rivista inglese New Worlds. “Il vapore è la base di ogni progresso contemporaneo”, proclama Shelley mentre descrive la sua idea prospettica di sviluppo tecnologico, aggiungendo che presto saranno messe le redini alla “grande forza vitale dell’elettricità”,»