16 Settembre, 2019

Tag: intervista

Dal nostro archivio

NEL SEGNO DEL CORPO

Sébastien Japrisot, La cattiva strada, Adelphi. L’adolescenza, la primordiale selva di pulsioni e simboli, è una delle esperienze più forti che un essere umano possa attraversare nell'arco della vita. Il corpo si scopre limite dell’innocenza, il corpo diventa principio e fine di ogni rapporto con il mondo, l’unico elemento attendibile di comprensione delle cose.

Io, umano (forse)

Leggere e rileggere oggi i racconti compresi in Visioni di robot (e in Sogni di robot) provoca un certo grado di slittamento distopico. Il futuro immaginato dalle generazioni nate negli anni precedenti le guerre mondiali è fondato su specializzazioni tipicamente “meccaniche”, figlie della rivoluzione industriale, nessuno poteva immaginare azzardi che andavano ben oltre i primi passi della science fiction, come la miniaturizzazione circuitale, o l’insondabile mare magnum delle onde elettromagnetiche alla sua massima estensione, men che meno l’avvento del Web.

Tiene famiglia

Francesco Ceccamea, Tombini in fuga. "Il suo io narrante (ozioso chiedere fino a che punto coincidente con l'autore) soffre di depressione, al punto di assumere farmaci per controbattere questa sindrome. Inevitabilmente tutto quel che vede, ascolta, vive è colorato di un grigio tendente al nero; e lo è in modo assolutamente convincente."

Persuasori non più occulti

Edward Bernays, Propaganda. "Propaganda contiene l'essenza delle sue teorie e pratiche: l'esigenza di arruolare testimonial di prestigio (oggi li chiameremmo influencer) capaci di convogliare e plasmare le aspirazioni delle masse; la necessità di sfruttare «cliché mentali» e meccanismi emozionali del pubblico; la convinzione, infine, che la politica sia un prodotto come un altro da spacciare al cittadino consumatore attraverso precise strategie comunicative."

Buon sangue non mente, scrive

Con Dracula ed io Gianluca Morozzi inscena una dark comedy dell’assurdo, senza tralasciare di aggiungervi quel pizzico di genialità che abbiamo già visto rifulgere in romanzi precedenti, uno su tutti: Colui che gli dei vogliono distruggere. Perciò se ritenete che la pagina scritta possa diventare una continua sorpresa, non trattenete i vostri canini retrattili e addentate questo libro come Dracula farebbe col vostro collo, per poi non staccatevene più fino all’ultima goccia. O meglio: fino all’ultima parola.