16 Settembre, 2019

Tag: horror

Dal nostro archivio

L’orrore e la finzione

Simon Levis Sullam (a c. di), 1938: Storia, racconto, memoria. "Lo storico curatore dell’antologia, Simon Levis Sullam, in una breve ma densa Introduzione pone le basi scientifiche di questo testo pioneristico: dato il superamento per vincoli anagrafici dell’“era del testimone” con conseguente avvio dell’era della postmemoria anche per la Shoah, si aprono territori tutti da esplorare all’insegna del “testimone secondario”. Con questa formula gli Holocaust Studies indicano i testimoni indiretti dello sterminio, scampati alle persecuzioni e sempre più distanti da esse, portatori però di narrazioni efficaci e attendibili tanto quelle dei testimoni. Si aprono quindi i variegati territori della narrazione, che la letteratura italiana ha esplorato già da subito con Debenedetti, Saba, Bassani, Levi."

Quel certo non so che

Ivano Porpora, l'Argentino. "Ivano Porpora ha scritto una cristo di storia! Un romanzo che sa di terra bruciata e sudore, di adolescenza e di quel momento della vita in cui si comprende quanto siano preziosi i ricordi".

Albertine. Desiderio espanso in ogni dove

Anne Carson, The Albertine Workout. "In 59 frammenti e alcune appendici il grande amore di Marcel, Albertine, viene sezionata e presa fra le braccia, in senso metaforico e reale, nel pieno dei suoi passaggi nel vasto mondo della Recherche, testimoniandone presenze e assenze e trasformazioni."

Klossowsky non ama i musei

Pierre Klossowsky, Il bagno di Diana. Parlando di Diana e Atteone, Klossowsky evoca nella mente di un’umanità pressoché scomparsa emozioni rintracciabili oggi soltanto nei musei: la memoria forse riuscirà a trarre dalle proprie tenebre uno sprazzo della remota luce."