16 Settembre, 2019

Tag: Frankenstein

Dal nostro archivio

Tom Wolfe, di Marco Denti

La scomparsa di Tom Wolfe, una delle voci più interessanti e contraddittorie della letteratura americana a cavallo tra il nostro secolo e quello scorso, è cosa recente: lo scrittore ci ha lasciati a maggio di quest'anno. Abbiamo pensato quindi di inaugurare la rubrica PULP Vintage, nella quale riproponiamo articoli e recensioni presi dall'edizione a stampa della nostra Rivista, proprio con un articolo che Marco Denti dedicò allo scrittore statunitense sul numero 22 di PULP Libri (novembre-dicembre 1999, pp. 10-11). 

Le quarte di copertina. Un’arte antica e nobile

Giorgio Manganelli, grande autore di quarte di copertina! Lietta Manganelli, la figlia di Giorgio, continua, sempre per i tipi di Aragno, nella sua meritoria...

Bernhard senza se e senza ma

Thomas Bernhard, Camminare - Non si può non dire che Thomas Bernhard era un pazzo; ma non si può non dire che Thomas Bernhard era un genio. Nel suo essere completamente pazzo stava la radice della sua genialità, come pure nel suo essere un genio assoluto stava la radice della sua pazzia. Lo squallore della società austriaca nel suo complesso faceva sì che ci si concentrasse esclusivamente sulla sua pazzia, e lo stesso squallore intellettuale della cosiddetta cultura austriaca faceva sì che essa fosse completamente cieca alla indiscutibile genialità di Thomas Bernhard...

Intervista a Corrado Stajano

Intervista a Corrado Stajano su "Il sovversivo. Vita e morte dell'anarchco Serrantini" edizioni Il Saggiatore. "Vede, questo è il mio libro più amato, mi è davvero rimasto dentro. Per scrivere l’introduzione alla nuova edizione ho dovuto riguardare le lettere, le numerosissime recensioni di allora, il libro uscì nel 1975. È stato un processo faticoso, e anche doloroso, rileggere una storia impossibile, assurda. Sì, sono passati quarantasette anni, ma provo ancora molto dolore."

Steve Erickson: Donne (e sogni) di Los Angeles

A rischio di cadere nel banale voglio partire da una constatazione che forse avete già sentito fare: l’America è la terra dei sogni. Se questo è vero, e penso proprio che lo sia, Steve Erickson (che quest’anno va per la sessantina) è uno degli scrittori più americani che abbia mai letto.