16 Settembre, 2019

Tag: Franco Porcarelli

Dal nostro archivio

Lo sguardo delle parole

Alan Hollinghurst, Il caso Sparsholt. "Di chi Parla Hollinghurst? Del suo personaggio o di chi i personaggi li costruisce e li “dipinge”? Si rivolge ai suoi lettori e fa scivolare a terra un raffinato ritratto, forse, mettendoli al loro posto, quello di chi guarda una bella immagine, la osserva, ma si lascia anche guardare come può e come vuole".

A volte ritornano, ma tornare non basta

Joe R. Lansdale, Bastardi in salsa rossa. "Fra uno spaccato sociale denso di degrado e disperazione, fotografato però con la pepata verve che ha imposto Lansdale all’attenzione di migliaia di lettori, e uno sguardo ai combattimenti clandestini, sia fra cani che fra persone, Lansdale alla fin fine consegna un romanzo che, al solito, si fa leggere dalla prima all’ultima pagina, anche grazie al ritmo cinematografico e a dialoghi spesso esilaranti, al limite del comico."

James Purdy è uscito dal gruppo

James Purdy, Non chiamarmi col mio nome. "Se conoscete già i suoi lavori ben venga, ma se siete alla prima lettura non lasciatevi distrarre dal senso di disorientamento che s’impossesserà di voi, è normale." "A differenza di Carver qui non esistono pietà e slittamenti verso mostritudini sentimentali di bassa cucina, ricoveri casalinghi e brusii etilici, incipriamenti e trucchi disciolti in lacrime."

Un’insistente scontentezza

Nanni Cagnone, Dites-moi, Monsieur Bovary. "In tutto il libro vige la legge della terza persona, scelta formale che proietta Cagnone dentro l’attualità trascinando avvenimenti, dialoghi e personaggi. Siano essi controversi familiari, avversari, o amici (non rari questi ultimi, e purtroppo per lo più scomparsi). Gli incontri sono tanti, e possiamo dire d’ogni genere e tendenza: armonici, amorosi, dissidenti, urticanti, sessualmennte ricreativi, anche talvolta garbati."

Una wunderkammer barocca dentro un museo vittoriano

Adan Zzywwurath, Fantaenciclopedia. Il fantastico in letteratura. "Un’impresa davvero titanica arrivare in fondo sia per l’autore che per il lettore, a cui si consiglia di consultare, spigolare, centellinare l’enciclopedia, non di affannarsi a leggerla di seguito: l’impegno richiesto è ampiamente ripagato dal piacere dell’abbandono incondizionato all’originalità e alla bizzarria di questo geniale gioco più borgesiano di Borges stesso".