16 Settembre, 2019

Tag: fantascienza

Dal nostro archivio

Intervista ad Alessandro Portelli

Alessandro Portelli non ha bisogno di presentazioni. Chiunque di noi ami – secondo le sue parole - «l’uguaglianza, la libertà, l’insegnamento, la musica popolare, la memoria, ascoltare i racconti delle persone, i libri e i film, e il rock and roll», l’America plurale, multilinguistica e multiculturale che va da Woody Guthrie a Toni Morison a Bruce Springsteen, ha avuto modo di incrociarlo e di imparare dalle tantissime pubblicazioni e libri, ma anche nelle iniziative politiche e culturali che ha messo in piedi, dalla Casa della Memoria al Circolo Gianni Bosio di Roma.

Lei canta il corpo elettrico

Naomi Alderman, Ragazze elettriche. "Al cuore del romanzo c’è una metafora semplice ma cruciale come il titolo: in inglese l’energia elettrica e il potere sono designati dalla stessa parola, power (cosa che inevitabilmente si perde nella traduzione italiana, anche se ci si può arrivare facilmente). Potere ed energia elettrica si comportano allo stesso modo: partono da un centro e si ramificano rapidamente verso la periferia, e altrettanto rapidamente tornano al punto di partenza."

Visioni fantascientifiche

La Fondazione Rosellini per la letteratura popolare di Senigallia svolge fin dal 1997 un’opera egregia di approfondimento e valorizzazione del patrimonio editoriale italiano con particolare attenzione alle pubblicazioni di narrativa di genere. Potendo attingere ad un fondo librario costituito, nel suo insieme, da oltre 60.000 volumi e a un altrettanto cospicuo fondo iconografico ricco di centinaia e centinaia di illustrazioni originali, la Fondazione, oltre alle numerose attività in ambito culturale, realizza ogni anno una serie di pubblicazioni di alto profilo, rendendo così disponibili ad un pubblico più ampio testi, traduzioni e risultati delle attività di ricerca e delle iniziative culturali da essa promosse.

Memoria e identità di una scrittrice

Ricordi del futuro, come la stessa Hustvedt vuole sottolineare, sebbene contenga molto del proprio vissuto, è però un romanzo, dove la protagonista ha una vita propria ed esperienze che sono solo sue, costruendo un romanzo sull’identità, sul ricordo e sulla memoria. Nulla di quello che viviamo resta tale per sempre; nella nostra mente e con il tempo, un fatto accaduto va incontro a un’evoluzione, la memoria lo elabora e lo percepisce in maniera sempre diversa, a seconda del momento in cui lo ricordiamo. Quello che resta fa parte della nostra identità.

Intervista con Miriam Toews: Una donna che parla (e scrive)

Il pezzo forte del nostro MIRIAM TOEWS DAY è il profilo della scrittrice canadese che introduce un'intervista condotta da Ombretta Romei, a ripercorrere tutta la sua opera risalendo dall'ultimo romanzo pubblicato, Donne che parlano. "Una combattente. Una ragazza del secolo scorso che, con i personaggi femminili della regista hollywodiana, condivide non solo un'aura estetica e morale, ma soprattutto lo spirito ribelle, la paziente caparbietà delle guerriere e delle sognatrici."