Occasioni

Reportage di mostre, fiere, dibattiti, festival e convegni. Se è vero che la lettura del libro è un atto che si consuma in solitudine, sono molte le occasioni pubbliche dedicate ai libri e agli scrittori. Senza abbandonare del tutto un certo scetticismo verso i grandi eventi mediatici, collaboratori e fiancheggiatori di Pulp Libri fanno il punto sulle occasioni che hanno offerto spunti, notizie e curiosità.

Pellicola replicante, romanzo transmediale

In Blade Runner 2049 c’è, abbastanza insistita, una vena di messianesimo sorprendentemente cristiano: tutto ruota attorno al fatto che una donna è restata imprevedibilmente, assurdamente, miracolosamente incinta. E ha dato alla luce un figlio e una figlia – proprio come accadde a Dorothy Kindred Dick nel lontano 1927; è questo sicuramente un omaggio a Dick (e noi veri credenti ringraziamo), ma sono anche i Vangeli, no?

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È successo di nuovo...

approfondisce PAOLO SIMONETTI “Lynch sposta questo processo a livello strutturale, progettando un infinito differimento dell’interpretazione: ogni episodio allarga lo scarto tra significante e significato, creando un gap che non può mai essere colmato del tutto, ma che apre invece una catena, un’aura di significati (le “teorie interpretative” dei fan) mai definitivi.”

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Diario di bordo: John Ashbery in Italia 2/2

riferisce PAOLO PREZZAVENTO “Sia io che Cesaretti siamo convinti che varrebbe la pena di tradurre Turandot, anche se è del 1953, mentre Ashbery preferirebbe qualcosa di più recente, come ad esempio la sua nuova raccolta Wakefulness, oppure il nuovo poema Girls on the Run. Sinceramente, adesso come adesso, non me la sento di tradurre un altro long poem. La prospettiva mi terrorizza.”

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Diario di Bordo: John Ashbery in Italia 1/2

riferisce PAOLO PREZZAVENTO. “Scegliamo il famigerato brano della doppia sestina, che tanto mi ha fatto penare durante il lavoro di traduzione, dal Canto V di Flow Chart. E’ uno dei miei pezzi preferiti, e viene proprio bene, sia in inglese che in italiano.”

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Cronache mantovane: Festivaletteratura 2017

riferisce NAZZARENO MATALDI “Sono dieci anni che manco da Mantova, dieci anni che non torno a Festivaletteratura. Più ci penso più mi sembra un’enormità. Quasi non capisco come abbia potuto privarmi per tanto tempo di un appuntamento che nella prima metà degli anni Zero mi sembrava irrinunciabile: in sostanza, il clou della mia estate, che per il resto mi vedeva pressoché inchiodato a casa, alle prese ora con qualche traduzione improrogabile, ora con lavori di campagna non meno impellenti.”

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