Occasioni

Reportage di mostre, fiere, dibattiti, festival e convegni. Se è vero che la lettura del libro è un atto che si consuma in solitudine, sono molte le occasioni pubbliche dedicate ai libri e agli scrittori. Senza abbandonare del tutto un certo scetticismo verso i grandi eventi mediatici, collaboratori e fiancheggiatori di Pulp Libri fanno il punto sulle occasioni che hanno offerto spunti, notizie e curiosità.

Ho sposato Philip Roth

scrive PAOLO SIMONETTI “Perché il patrimonio che Roth lascia alla letteratura è immenso e vivrà dopo di lui nelle pagine dei suoi libri, come in quelle di chi, come me, prenderà in mano la penna cercando di imitarlo, criticarlo, commentarlo, analizzarlo, ricordarlo…”

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Supplemento domenicale: Il nostro Hemingway

Il Dipartimento di Studi greco-latini, italiani, scenico-musicali dell’università “Sapienza” di Roma ha raccolto un gruppo di esperti di varie discipline, per riflettere sulla visione hemingwayana della Grande Guerra in Italia e, a più ampio respiro, sulla figura di Hemingway inserita nello scenario italiano.

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Sul perché non andrò al cinema a vedere It

riflette Paolo Simonetti “Ed è per questo che non andrò a vedere il film di It in uscita nelle sale (che già apprendo avrà un sequel): perché It è il grande romanzo sulla lettura dei romanzi, è qualcosa di irrappresentabile se non nella nostra mente, come le vicende e i personaggi mentre leggiamo.”

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Pellicola replicante, romanzo transmediale

In Blade Runner 2049 c’è, abbastanza insistita, una vena di messianesimo sorprendentemente cristiano: tutto ruota attorno al fatto che una donna è restata imprevedibilmente, assurdamente, miracolosamente incinta. E ha dato alla luce un figlio e una figlia – proprio come accadde a Dorothy Kindred Dick nel lontano 1927; è questo sicuramente un omaggio a Dick (e noi veri credenti ringraziamo), ma sono anche i Vangeli, no?

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È successo di nuovo...

approfondisce PAOLO SIMONETTI “Lynch sposta questo processo a livello strutturale, progettando un infinito differimento dell’interpretazione: ogni episodio allarga lo scarto tra significante e significato, creando un gap che non può mai essere colmato del tutto, ma che apre invece una catena, un’aura di significati (le “teorie interpretative” dei fan) mai definitivi.”

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