Occasioni

Reportage di mostre, fiere, dibattiti, festival e convegni. Se è vero che la lettura del libro è un atto che si consuma in solitudine, sono molte le occasioni pubbliche dedicate ai libri e agli scrittori. Senza abbandonare del tutto un certo scetticismo verso i grandi eventi mediatici, collaboratori e fiancheggiatori di Pulp Libri fanno il punto sulle occasioni che hanno offerto spunti, notizie e curiosità.

Il tempio dei manga

Ci sono templi ovunque a Kyoto, anche nei centri commerciali e nei parchi pubblici. Uno di essi è dedicato un culto giovane ma già numeroso. È il Museo internazionale del manga, un’istituzione tipicamente giapponese che a una prima occhiata non ha nulla di celebrativo.

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Festivaletteratura Mantova 2018: il reportage

L’anno scorso è stato Nazzareno Mataldi, traduttore e agricoltore, a relazionarci sui fatti di Mantova; quest’anno abbiamo mandato in missione uno dei nostri Giovani turchi, che ci ha consegnato questo rapporto fededegno sull’edizione 2018 di Festivaletteratura. Riguardo al quale possiamo dire solo che “ipogeo” è indubbiamente una parola da difendere con le unghie e con i denti. La lettura del seguente reportage vi farà capire perché.

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Giuseppe Genna su Franz Kafka

A commento della sua scelta di tre brevissimi scritti di Franz Kafka pubblicati ieri sul nostro sito, Giuseppe Genna ci ha fatto avere anche un breve testo sullo scrittore boemo, che siamo ben lieti di presentarvi.

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Il coraggio di scrivere: Riflessioni su La ragazza con la Leica

“il libro è incentrato sulla storia di due fotoreporter, uno famoso già in vita, Endre Ernő Friedmann, e una riscoperta solo di recente, Gerta Pohorylle. Probabilmente il primo lo conoscete con lo pseudonimo di Robert Capa; la seconda, potreste averla sentita nominare come Gerda Taro. Entrambi ebrei, entrambi fuggiti dalla Germania per evitare di fare una brutta fine dopo l’ascesa al potere di Hitler, entrambi politicamente a sinistra, entrambi hanno legato la loro storia di fotografi alla guerra civile spagnola; la Taro in Spagna ci è anche morta nel 1937 a ventisei anni, per un incidente.”

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Pablo Simonetti e le sue vite vulnerabili

Valentina Marcoli intervista Pablo Simonetti. “Credo che quando i personaggi sono molto infelici e insoddisfatti della loro vita e vivono un’infatuazione violenta nei confronti di qualcuno, significa che in fondo vorrebbero essere quella persona.”

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Ho sposato Philip Roth

scrive PAOLO SIMONETTI “Perché il patrimonio che Roth lascia alla letteratura è immenso e vivrà dopo di lui nelle pagine dei suoi libri, come in quelle di chi, come me, prenderà in mano la penna cercando di imitarlo, criticarlo, commentarlo, analizzarlo, ricordarlo…”

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Supplemento domenicale: Il nostro Hemingway

Il Dipartimento di Studi greco-latini, italiani, scenico-musicali dell’università “Sapienza” di Roma ha raccolto un gruppo di esperti di varie discipline, per riflettere sulla visione hemingwayana della Grande Guerra in Italia e, a più ampio respiro, sulla figura di Hemingway inserita nello scenario italiano.

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Sul perché non andrò al cinema a vedere It

riflette Paolo Simonetti “Ed è per questo che non andrò a vedere il film di It in uscita nelle sale (che già apprendo avrà un sequel): perché It è il grande romanzo sulla lettura dei romanzi, è qualcosa di irrappresentabile se non nella nostra mente, come le vicende e i personaggi mentre leggiamo.”

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Pellicola replicante, romanzo transmediale

In Blade Runner 2049 c’è, abbastanza insistita, una vena di messianesimo sorprendentemente cristiano: tutto ruota attorno al fatto che una donna è restata imprevedibilmente, assurdamente, miracolosamente incinta. E ha dato alla luce un figlio e una figlia – proprio come accadde a Dorothy Kindred Dick nel lontano 1927; è questo sicuramente un omaggio a Dick (e noi veri credenti ringraziamo), ma sono anche i Vangeli, no?

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È successo di nuovo...

approfondisce PAOLO SIMONETTI “Lynch sposta questo processo a livello strutturale, progettando un infinito differimento dell’interpretazione: ogni episodio allarga lo scarto tra significante e significato, creando un gap che non può mai essere colmato del tutto, ma che apre invece una catena, un’aura di significati (le “teorie interpretative” dei fan) mai definitivi.”

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