RECENSIONI

Un male ancora in incubazione. La conclusione della trilogia di Berlino

Un male ancora in incubazione. La conclusione della trilogia di Berlino

Jason Lutes, Berlin. La città della luce, Vol. 3 “Lopera si struttura sulla solida architettura che aveva caratterizzato La città di mattoni e La città di fumo. La splendida conclusione grafica, storica e ideologica non sarà qui svelata, ma non si può non sottolineare la forza potenziale del finale aperto di Berlin: le tre storie individuali e la storia ufficiale giungono a una soglia storica, quella della fine della Repubblica e dell’inizio di tutto ciò che seguì quel periodo.”

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Ineluttabile Purdy

Ineluttabile Purdy

James Purdy, A casa quando è buio. “Ogni volta che leggo un lavoro di James Purdy mi sento un po’ come il figliol prodigo che ritorna a casa. Dopo un periodo più meno lungo speso su altre pagine, dietro altre penne, la scrittura di Purdy mi accoglie sempre a braccia aperte, sebbene le sue non siano pagine da scorrere a cuor leggero, sono tuttavia garanzia di qualità letteraria.”

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Corpi sospesi in un iperoggetto catastrofico

Francesco Verso (a cura di), Cuerpos: Fantascienza contemporanea spagnola e latino-americana. “Storie che parlano di corpi sospesi in un futuro non remoto e ben riconoscibile, se non fosse per l’emersione temporale di un iperoggetto catastrofico, estruso – il cambiamento climatico, l’estinzione di massa, la fine delle specie animali – che ha sospinto l’era dell’antropocene verso il finale di partita.”

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Antônia nei flashback

Carol Bensimon, Biliardo sott’acqua. “L’universo di Biliardo sott’acqua è labirintico come un mercato al momento della chiusura, vi stanno dentro coloro che vogliono tirare le somme giornaliere e quanti non vedono l’ora di allontanarsi. Fra garage e bar di limpido squallore, sete di avventura, desiderio di corpi e cognac a buon mercato, qualche poesia nelle tasche dello studente innamorato (il solito Eliot qui non è per niente “solito”), le immagini sgorgano a velocità sostenuta, quasi improvvisazioni jazz abbastanza raffinate.”

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Un povero diavolo

Un povero diavolo

Andrew Michael Hurley, Il giorno del Diavolo. “Che cosa hanno letto tutti coloro che nei vari siti hanno via via definito Il giorno del Diavolo come horror, thriller gotico, noir, “alla King”, eccetera? Eh, no, non l’avete letto o, peggio, manovrati da quale insano sistema di marketing, avete inteso strizzare l’occhio a quelli come me, i cosiddetti “lettori forti”, che si comperano tutti i libri del genere, soprattutto se provvisti di quel titolo e di tanta copertina.”

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