RECENSIONI

Il peso del tempo sullo stomaco

Harold Brodkey, L’anima che fugge – Per il “geometrico visionario” della letteratura d’oltreoceano, Harold Bloom, lo scrittore di Primo amore e altri affanni va considerato come il Proust americano, senza possibilità di discussione. Quando si tratta di porsi di fronte ai massimi scrittori del Novecento si fa le spese con buone e cattive battute, intenzioni di varia specie e scetticismi più o meno pilotati, apparizioni spettacolari, innamoramenti strutturali e corporali, recuperi manieristici, sfacciate metafore, e via dicendo.

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →

Romanzo a orologeria

Tiziano Scarpa, Il cipiglio del gufo – Di Tiziano Scarpa ricordiamo, all’inizio del 2001, le poesie scritte insieme a Aldo Nove e Raul Montanari, vere e proprie “covers” di canzoni considerate classiche, Beatles Pink Floyd Peter Gabriel Lou Reed David Bowie per intenderci. Riscritture di una quarantina di canzoni celebri, piste di decollo per testi poetici e fantasie metriche portate anche nei teatri. Bisognava capire come Scarpa e soci camminassero liberi nei vasti territori delle merci, in quel novello sfarfallio pop e intellettuale che alcuni appaltatori definivano postmoderno.

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →

Lo sguardo dei bambini

Luca Martini, Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili. “Non c’è un prima e un dopo, i protagonisti si muovono in un presente oscuro: non si sa da dove provengono ma si può immaginare dove – distrutti – arriveranno. I dettagli delle loro esistenze sono sfumati, evanescenti, a volte assenti. Perché Luca Martini racconta solo quel momento e non si perde a spiegare il perché.”

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →

Dalí, nostro contemporaneo

Salvador Dalí, Perverso e paranoico. Scritti 1927-1933 – «Prima di tutto ritengo indispensabile denunciare il carattere eminentemente avvilente che ha l’atto stesso di fare una conferenza e, ancor più, l’atto di ascoltarla. È dunque con ogni sorta di scuse che mi accingo a fare recidiva in un atto simile, che va senz’altro considerato quanto vi può essere di più lontano dall’atto surrealista più puro, il quale, come ha spiegato Breton nel suo secondo manifesto, consisterebbe nello scendere in strada, con la rivoltella in pugno, e cominciare a sparare a caso, sulla folla, fino all’esaurimento».

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →

Un altro Bataclan

Marco Bramè, La notte dei ragni d’oleandro – Premessa indispensabile altrimenti non si capirà molto di quel che sto per scrivere: la sera del 13 novembre 2015 al Bataclan di Parigi c’era il concerto di una band di metallari americani, chiamata Eagles of Death Metal (nomen omen). Circa 1.500 spettatori erano lì a farsi martellare i timpani. Il concerto era iniziato già da un’ora quando entrano nel locale tre uomini vestiti di abiti scuri, armati di Kalashnikov e bombe a mano

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →