RECENSIONI

Un grandioso disordine

Un grandioso disordine

Blaise Cendrars, Moravagine. “C’è qualcosa che accomuna medico e malato, che li rende fratelli, e sono la febbre e la smania che li porta lontani da sé nel ricercare la realtà a tutti i costi, giocare ferocemente con i suoi punti critici, entrare e uscire più volte dal pensiero razionale. Coloro che incontrano nel dispiegarsi delle peripezie sono personaggi civetta, distruttori e creatori di caos, i quali ne accompagnano e difendono i passaggi tra mondi e trasformazioni.”

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Il bambino mancante

Il bambino mancante

Teresa Ciabatti, Matrigna. “Infine, la grande novità: rispetto ai due precedenti, Ciabatti sembra essere stata posseduta seriamente dalla musa. Ha uno stile, Matrigna, una voce assai particolare, un modo di parlare molto più interessante di quello delle opere precedenti. Non so se il ritorno del rimosso di La più amata abbia sbloccato qualche cosa o abbia catalizzato una qualche maturazione profonda, ma ora negare che Ciabatti sia una scrittrice diventa un’impresa disperata. Non la migliore scrittrice italiana, come farneticava qualcuno nei giorni precedenti la proclamazione del vincente dello Strega, ma una scrittrice degna di nota, quello sì.”

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Una strana coppia

Una strana coppia

Karl Geary, Montpelier Parade. “Ma la verità non è mai quella che sembra, e Karl Geary, scrittore esordiente irlandese, ci porta in una Dublino degli anni ottanta molto simile a una città del dopoguerra, dove la crisi economica è al culmine e dove si avvertono, forti, gli echi della politica neoliberista della Thatcher.”

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Leggenda di famiglia

Leggenda di famiglia

Uduvicio Atanagi, Lucenti. “Molte di queste nuance sono date dal senso di matericità che la scrittura di Atanagi possiede. Era dai tempi della scoperta di Eraldo Baldini che non trovavo qualcuno capace di farci assaporare la crudezza, la violenza e la brutalità della natura in maniera così vivida e potente. Il sangue, in particolare, è il leit motiv di tutto il libro. E la stessa terra che crea i miti, le leggende, che prosciuga la vita dei suoi abitanti. Un horror, a suo modo, molto atipico.”

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Coi genovesi non si scherza

Coi genovesi non si scherza

Ilja Leonard Pfeijffer, La Superba. “Le vicissitudini si sbriciolano fra reperti anatomici trovati accanto a cassonetti dell’immondizia e dispersi in mare, tra femmine che non sono femmine e marocchini misteriosi e pericolosi almeno quanto certi faccendieri affamati e affannati. Le gerarchie sono spezzate in questo romanzo picaresco, le donne vere se la squagliano, restano le tardone perennemente ubriache che forse non sono genovesi, così come lo scrittore, tutti travolti da maree asfissianti dagli angiporti e dai moli verso i vicoli meravigliosi e oscuri.”

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