RECENSIONI

Zena, o cara...

Simone Pieranni, Genova macaia. “Ogni capitolo è formato dal dialogo intrecciato fra il padre, la nonna, la madre, lo zio: parole perentorie tagliate con l’accetta, e che non ammettono vuoti di memoria perfino quando la discrezione è quel che più viene esibito dal carattere sarvegu (che non gradisce confidenze e smancerie) dei genovesi. Bolzaneto, affettuosamente Bolza da sempre, per l’autore nato nei primi anni ’70, è prima di tutto il mito negativo di quella frontiera denominata Giro del vento dove risiedeva (si fa per dire) Minghella, pluriomicida di donne, alcune delle quali prostitute.”

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Tolkien come non l’avete mai letto...

J.R.R. Tolkien, Lettere 1914/1973. “Ma soprattutto, a spiccare nell’epistolario è l’artista ostinato e geniale, perfettamente consapevole del valore letterario della sua opera e disposto a difenderne fino in fondo la validità artistica e intellettuale: «È scritto con il mio sangue vitale», scrive all’editore che aveva fatto delle osservazioni sul possibile pubblico del Signore degli anelli, proponendo sostanziali revisioni; «Temo che dovrà resistere o cadere sostanzialmente così com’è».”

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Omaggio a Ray

Aa.Vv., Ray Bradbury: Shadow Show. “Da quella raccolta di racconti d’occasione nasce nel 2015 un libro ibrido, sempre intitolato Shadow Show, che include storie grafiche, e cioè a fumetti, basate su una selezione dei racconti contenuti nell’antologia originale. Ed è quello che Nicola Pesce Editore ci propone ora in traduzione, mantenendo inalterato il titolo inglese (“Spettacolo di ombre” non mi pareva così brutto, ma tant’è…).”

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I dimenticati

Liliana Lazar, Figli del diavolo. “Siamo nella Romania di fine anni Ottanta, percepiamo il disagio e la delusione di un popolo oppresso dalla dittatura di Ceausescu dietro ogni parola, tocchiamo quasi con mano tutta la povertà su cui si sono arricchiti i Compagni al potere. A infliggere un altro duro colpo poi, Ceausescu predispone una severa politica delle nascite secondo cui le donne con meno di quarantacinque anni e che non abbiano partorito almeno quattro figli non hanno il diritto di abortire.”

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Rivoluzione e liberazione

Frantz Fanon, La rivoluzione algerina e la liberazione dell’Africa. “Lo sguardo di Fanon non resta intrappolato in quella che rischiava di essere una claustrofobica dinamica franco-algerina: esso ritmicamente si allarga, rimandando all’ambiguità delle reazioni euro-americane (soprattutto alle ondivaghe posizioni di Stati Uniti, Regno Unito e Italia) nei confronti della causa algerina e, in maniera ancora più eloquente, al significato profondo di quella rivoluzione, ovvero il movimento anticoloniale di liberazione di tutti i popoli oppressi dalle potenze europee.”

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