RECENSIONI

L'Isola per antonomasia

Lea Vergine, Capri. “Fra mito, romanità, bagliori e fantasmi rievocati da Savinio e qui presentati nella loro luce mediterranea più forte e decisa, la folla di personaggi è labirintica, emerge da un’epoca scomparsa e irripetibile.”

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Una trama (finalmente complessa) del Sud

Alessandro Leogrande, Dalle macerie. “Infatti, nel tratteggiare i poteri che hanno plasmato Taranto dopo l’unità d’Italia, accanto alle classi dirigenti della politica locale e nazionale, al siderurgico e alla mafia, Leogrande punta impietosamente la sua lente sul ruolo della Marina militare che, con l’Arsenale, ha gestito “una sorta di città militare di massa”. I militari hanno rappresentato l’ingrediente dell’“autoritarismo” nella peculiare ricetta tarantina dello sviluppo.”

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Favola nera

Massimiliano Governi, Il superstite. “È il desiderio di vendetta che dal momento del ritrovamento dei corpi permea le pagine, pervade tutti i pensieri dell’uomo e riempie le sue giornate diventando quasi un’ossessione. È la benzina che lo estrania dal dolore, dalla malattia e dalla lontananza della moglie e di sua figlia che si trasferiranno poi in America.”

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Parigi vintage

Henry Miller, Giorni tranquilli a Clichy. “I Quiet Days scorrono su scenari di prima mano, vagabondaggini e avventure quotidiane con fanciulle graziose e pazze, con il divertimento tipico dei guasconi autobiografici resi leggendari da Miller. Nelle catacombe en plein air di una città ispiratrice, amante e lunatica, più di qualunque altra.”

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Primavera sul Lago di Como

Andrea Vitali, Nome d’arte Doris Brilli. “Pensiamoci un momento: quante volte nei salottini televisivi, dai più trash ai più seriosi, l’amore omosessuale divide ancora le platee? Vitali sposta tutto questo e lo colloca nell’Italia degli anni Venti, raccontando di un amore fra donne che compone un’immagine di una purezza sconvolgente.”

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