Perdenti fra vendetta e impossibile giustizia

Brian Azzarello e Eduardo Risso, Moonshine, Vol. 1, tr. Francesco Matteuzzi, Mondadori, pp. 150, € 18,70 stampa

di DOMENICO GALLO

La coppia Azzarello e Risso ha firmato una delle opere fondamentali del fumetto contemporaneo, la lunga e articolata 100 Bullets che ha messo a nudo molti aspetti critici della società statunitense come la povertà e il degrado delle periferie, le difficoltà degli immigrati, la netta separazione tra le classi e, contemporaneamente, il ruolo autonomo (disancorato?) del potere. Sotto l’influenza di scrittori classici del noir come Jim Thompson, David Goodis e James M. Cain, il fumetto di Azzarello e Risso si è distinto soprattutto per l’eccezionale capacità di tessere una trama mirabilmente complessa a partire dalla sete di vendetta che stagna in molti fallimenti umani. Vendetta, non giustizia perché la lezione dei looser del noir statunitense viene riproposta con la denuncia politica di un potere fuori controllo e immorale.

Moonshine è il titolo perfetto per questa nuova storia ambientata durante il proibizionismo; il significato principale evoca il chiaro di luna dei racconti del terrore e, in particolare, dei licantropi, ma nel parlato, moonshine significava, allora, l’alcool illegale e prodotto di contrabbando. Ambientata nel 1929, la storia ruota attorno alle vicende di mister Pirlo, un gangster di mezza tacca al soldo del potente Joe Masseria che deve individuare un’eccellente distilleria clandestina. La ricerca conduce Pirlo nelle foreste del West Virginia, in un mondo rurale in cui valgono regole diverse rispetto a quelle delle città, dove sopravvivono riti tribali sia tra i neri, attraverso il loro legame con l’Africa, sia tra i bianchi, resi selvaggi e imprevedibili dal contatto costante con una natura ancestrale. Pirlo, detentore del denaro promesso dalla malavita in cambio del liquore, è il portatore di una civiltà malata destinata a sconvolgere i precari equilibri di quel piccolo world apart.

Il primo volume di Moonshine ci propone un’opera molto più lineare e classica di 100 Bullets o degli interventi nella collana America Moster, firmati da Azzarello in coppia con Jouan Doe; una tecnica narrativa più “tradizionale”, con un unico protagonista e una storia principale molto rigorosa. La costruzione del protagonista, un gangster di fatto molto umano e un po’ fuori luogo tra i killer di Masseria, sembra distaccarsi dalla crudeltà estrema e dal cinismo che aveva caratterizzato la violenza narrativa di 100 Bullets, e forse è un ritorno a una scansione più simile al capolavoro del fumetto di guerra contemporaneo come Sgt. Rock dove la storia presenta un centro molto ben definito (di Azzarello in coppia con Joe Kubert).

Moonshine volume 1, un po’ come le stagioni delle serie TV, finisce con un punto di svolta narrativo dove la trama, anziché chiudersi, si apre e sembra imboccare la strada dell’horror. Non ci resta che attendere…