15 Settembre, 2019

Walter Catalano

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Dal nostro archivio

Lo scialbo Midwest

Tom Drury, La fine dei vandalismi. "Leggendo Drury, ci si trova spesso a domandarsi se valga in effetti la pena di assistere al relativo piattume di queste vite, ma la delicatezza con la quale l’autore tratteggia i contorni umani della sua contea, la spontaneità delle azioni e delle reazioni di Dan, Louise e Tiny, sono di per sé una dichiarazione di poetica: lo scialbore inevitabile delle pianure metafisiche del Midwest è alla fine riscattato da uno stile brillante, tragicomico, profondamente umano, quasi filantropico."

Un’attonita Parigi

Enrico Pandiani, Un giorno di festa. "L’altra grande protagonista, tutt’altro che invisibile, resta però Parigi. Ancora attonita dopo il recente episodio terroristico del Bataclan, che Pandiani ricorda nelle sue pagine tentando d’interpretare il punto di vista di chi, diversamente da noi, nella città che ne è stato il tragico teatro ci vive tutti i giorni."

Una trama (finalmente complessa) del Sud

Alessandro Leogrande, Dalle macerie. "Infatti, nel tratteggiare i poteri che hanno plasmato Taranto dopo l'unità d'Italia, accanto alle classi dirigenti della politica locale e nazionale, al siderurgico e alla mafia, Leogrande punta impietosamente la sua lente sul ruolo della Marina militare che, con l'Arsenale, ha gestito “una sorta di città militare di massa”. I militari hanno rappresentato l'ingrediente dell'“autoritarismo” nella peculiare ricetta tarantina dello sviluppo."

Basso continuo (e risalita)

Cecilia Ghidotti, Il pieno di felicità. "Esplorando il lato oscuro di quella che con notevole sicumera è stata definita “generazione Erasmus”, Cecilia Ghidotti non rinuncia mai alla lucidità dell’analisi e all’emersione di una coscienza che non è mai falsa, poiché, tra le altre cose, continua a ribadire la propria esperienza di migrazione all in all privilegiata."

Intervista a Gianfranco Calligarich

Intervista a Gianfranco Calligarich, narratore e sceneggiatore, di Walter Catalano. "Avevo deciso di scrivere un romanzo sulla città e così era nato L'ultima estate in città. Rifiutato da tutti gli editori, una sera lo avevo lasciato nella portineria di Natalia Ginzburg che mi aveva telefonato la mattina dopo dicendomi che lo aveva letto durante la notte e che le era piaciuto molto"