23 Settembre, 2019

Gioacchino De Chirico

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Dal nostro archivio

Ritratto del passato

Wendell Berry, I primi viaggi di Andy Catlett - Può sembrare di primo acchito un romanzo in tutto e per tutto identico ai libri di Kent Haruf, autore della Trilogia di Holt (NNE edizioni). Storia ambientata in America, vite tranquille, pagine lente in cui non accade nulla. Insomma la solita solfa. E qui casca l’asino, perché questo romanzo di Wendell Berry (classe 1934, poeta, romanziere e critico ma anche agricoltore, attivista ecologista e pacifista) ha poco a che vedere con i lavori del connazionale sopracitato.

Il flusso del sangue

Mary B. Tolusso, L’esercizio del distacco - A quasi dieci anni dal primo romanzo Mary B. Tolusso affonda tutte le definizioni della sua scrittura negli strinamenti adolescenziali che, nella nostra epoca, da avventura sperimentale del pensiero si trasformano in qualcosa di lucida verità. A quasi dieci anni dal primo romanzo Mary B. Tolusso affonda tutte le definizioni della sua scrittura negli strinamenti adolescenziali che, nella nostra epoca, da avventura sperimentale del pensiero si trasformano in qualcosa di lucida verità.

La versione dei vietnamericani

Viet Thanh Nguyen, Niente muore mai. "È questo un saggio difficile da riassumere e presentare, tanti sono i discorsi che in esso s’intrecciano in modo del tutto inestricabile. Certo, ci si potrebbe semplificare la vita dicendo che Viet Thanh Nguyen ci parla di come i vietnamiti e il loro paese sono stati rappresentati dagli americani in modo spesso distorto e unilaterale, con Apocalypse Now a fare da bestia nera, superato forse soltanto da Gran Torino, che per Nguyen è un film ingegnoso, originale, compassionevole, però pericoloso come 'una piccola bomba intelligente'."

Un libro struggente e necessario

Maurizio Cucchi, Sindrome del distacco e tregua. "L’approdo a un libro “struggente, necessario” (Alberto Bertoni nel risvolto) è la vera “dimora dove ritorno”, per Cucchi il volto di diverse cose, così come per noi coetanei che ancora vorremmo esordire in un’epoca ormai aliena".

Cose in viaggio

Franco Beltrametti, Il viaggio continua - Choses qui voyagent, poesie atmosferiche, carte, ritratti, libri, fogli sparsi, segni lasciati sul terreno, tour infiniti di cui non esiste un centro, ma tutto risale al viaggio, al nomadismo, come Franco “dichiara” nel disegno del ’94 (quasi un auto-manifesto) e posto in copertina di questo libro “più alto di 1 cm”. Flusso ininterrotto di tempo, senza una fine, contrariamente alla profetica poesia scritta nel settembre del ’95