16 Settembre, 2019

Fabio Malagnini

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La realtà della poesia

Stefano Raimondi, Il cane di Giacometti, Marcos Y Marcos. Nella nuova raccolta di Stefano Raimondi il disagio vitale non ha sistemazioni fisse, sembra a ogni pagina che la dispersione geografica sia onnipresente, e che su quelle strade (o sentieri o plaghe infinite) l’uomo (esploratore, cacciatore, tecnico, vittima, fors’anche poeta) nulla possa contro una realtà il cui punto di svolta appare sempre più come l’evento nucleare di Chernobyl

Un collettivo desiderio di ricostruzione

Biancamaria Frabotta, Tutte le poesie 1971-2017 - Decenni di poesia dal 1970 ad oggi, nell’anno in cui escono in volume Tutte le poesie 1971-2017. Biancamaria Frabotta è la poetessa che pubblicava le sue prime scritture nella memorabile rivista “Tam Tam” di Adriano Spatola e Giulia Niccolai. Nell’epoca in cui alla poesia si rivolgevano forze d’inedita energia creatrice, questa poetessa iniziava a difendere i tratti distintivi dell’essere maschio e femmina, e a esporsi in tale combinazione, con Affeminata, “bianca” plaquette del 1977 per Geiger, la sigla editoriale dell’ineffabile duo.

Una sorte segnata

Entrare in questo romanzo è una sensazione sgradevole, che si accentua man mano che la lettura procede. Ci troviamo dentro una tela dai confini segnati, quelli del modello shakespeariano cui Macbeth di Jo Nesbø, più che ispirarsi, si conforma, facendo parte di una serie di riscritture programmate dei drammi di Shakespeare, affidate dalla Hogarth Press ai “romanzieri più apprezzati e di successo del nostro tempo”, come suggerisce una nota editoriale (sono usciti finora, tra gli altri, una Tempesta di Margaret Atwood, una Bisbetica domata di Anne Tyler, un Racconto d’inverno di Jeanette Winterson, tutti pubblicati in Italia da Rizzoli).

Grottesco distopico

Angelo Calvisi, Genesi 3.0. "Una cosa va detta della casa editrice Neo, che ha sede a Castel di Sangro (AQ), ben distante dai tradizionali centri dell’industria editoriale: il coraggio non gli manca. Ci vuole coraggio, e non poco, per pubblicare un libro decisamente fuori dagli schemi come questo. Un tempo si sarebbe parlato di avanguardia, o di sperimentazione; io tenderei a usare un termine piuttosto scivoloso come slipstream, per indicare un’esperienza di scrittura come questa, al confine tra distopia, satira, surrealismo, con una piega forsennatamente grottesca e deformante."