Le ombre di Schiavone

14 Settembre 2017

Antonio Manzini, Pulvis et umbra, Sellerio editore, pp. 403, € 15,00 stampa, € 9,99 ebook

recensisce VALENTINA MARCOLI

Cosa accadrebbe se un poliziotto corrotto sopravvivesse alla moglie uccisa per errore al suo posto? E se i colpevoli avessero un nome e una faccia? Cosa accadrebbe se il poliziotto in questione avesse degli amici che campano di lavoretti sporchi, e se ad uno di essi fosse stata uccisa la compagna sempre per errore? Ecco, nella vita normale sarebbe un gran casino, che a raccontarla così sembra quasi la trama di un film americano. Invece no. Qui siamo nei libri di Antonio Manzini.

Rocco Schiavone, che di presentazioni non ha proprio bisogno, torna in un romanzo complesso a detta del suo stesso creatore. Il poliziotto corrotto più amato dai lettori, che fuma spinelli anche in ufficio, che frequenta persone poco raccomandabili. Il vicequestore trasferito da Roma ad Aosta, che non sopporta il freddo e che cambia un paio di Clarks al giorno. E poi c’è Marina, che abbiamo imparato a conoscere ascoltando come degli impiccioni golosi di gossip i dialoghi che intratteneva col marito Rocco. Li abbiamo lasciati in 7-07-2007 che rappresentava una sorta di prequel della saga in cui Marina viene uccisa da Enzo Baiocchi. Anche Adele, la compagna di uno dei suoi più cari amici fa una brutta fine, lasciando i lettori col fiato sospeso e il cuore un po’ a pezzi.

In Pulvis et umbra vivono due storie parallele che si intrecciano tra loro per dar vita al miglior romanzo della saga di Manzini. Quando una mattina il cadavere di un trans riaffiora dalla Dora, scattano le indagini di Schiavone che coinvolgeranno persone molto importanti, alcune delle ombre a cui Rocco non riuscirà mai a dare un volto. Ombre che gli ricorderanno come un grillo parlante il suo passato: un passato ingombrante e che pesa come un macigno sul presente del vicequestore. A Roma infatti viene ritrovato un cadavere dall’identità sconosciuta, con in tasca il numero del suo cellulare, in una zona vicino alla casa romana di Schiavone. Chi è? E cosa lo lega al Baiocchi che nel frattempo è evaso dal carcere? E perché Sebastiano sta dando la caccia all’assassino della sua Adele da solo?

Tante sono le ombre che affollano queste pagine, come tanti sono i tradimenti (inaspettati!) e i personaggi nuovi che Manzini con sapienza pone in campo. Marina è sempre meno presente, la polvere si accumula lentamente sulle amicizie. Schiavone è in splendida forma e sforna battute che sono stilettate al cuore, ma noi gliele perdoniamo tutte perché di Rocco uno ce n’è e così sarà sempre. Pagine che scorrono veloci ma di cui non voglio svelare troppo perché un bel dipinto va gustato. Con calma.

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