La rabbia altra faccia dell’amore

Barbara Garlaschelli, Il cielo non è per tutti, Frassinelli, pp. 255, euro 17,90 stampa, euro 9,90 ebook

di GRETA STURM

Emozioni e sentimenti contrastanti sono al centro de Il cielo non è per tutti, l’ultimo romanzo di Barbara Garlaschelli; rabbia e amore s’intrecciano a tal punto da sembrare indistinguibili, due facce della stessa medaglia che non permettono quasi di discernere l’uno dall’altra.

Storie di vite che sono anche le nostre, di esperienze che s’intrecciano per caso lungo la strada.

Tra i numerosi protagonisti, spiccano madre e figlia: Alida, una ragazzina cupa e ligia al dovere, cresciuta troppo in fretta in balia del “vulcano” Regina, che soffoca con la sua irrefrenabile rabbia ogni suo desiderio di ragazza, costringendola a vivere in un perenne stato di angoscia e paura.

Un padre che vede raramente e con cui non riesce ad avere un buon rapporto, e l’unico conforto nell’amato zio Christian, l’esatto opposto della madre. Regina combatte strenuamente per la sopravvivenza, senza riuscire a liberarsi dal peso del passato o a lasciarsi aiutare, in primis da Delia, l’assistente sociale che si è presa cura di lei e sua figlia da quando ha deciso di fuggire dal marito anni prima.

Tutto cambia quando Alida al parco incontra Giacomo, un tredicenne che cerca di fare i conti con un momento difficile che la sua famiglia sta vivendo. Il nonno Simone, uomo freddo e autoritario con cui erano stati costretti a convivere è appena morto. I suoi genitori stanno attraversando un momento difficile, la madre Anna cerca di stare vicino al marito Riccardo, mentre l’amato fratello Samuele si sta sempre più allontanando da lui, troppo preso dall’amicizia con Elia, un ragazzo più grande.

Più di una volta l’autrice mette l’accento sulla distanza tra il mondo degli adulti e quello dei bambini, reale e percepita. Spesso si dice che gli adulti si siano dimenticati di essere stati bambini, e come tutte le leggende ha un fondo di verità. Se è facile ritornare con la mente ai giorni dell’infanzia e dell’adolescenza, non lo è altrettanto ritornare a sentire davvero quelle emozioni.

La vita di tutti i giorni trascina gli adulti protagonisti in un vorticoso incedere che sembra non avere via d’uscita, troppo presi da se stessi per accorgersi dei sentimenti contrastanti dei propri figli e per cercare di comprenderne le ragioni. Allo stesso tempo i ragazzi cercano di capire i genitori, quasi come stessero guardando attraverso una fessura, nella speranza di cogliere qualche pezzo del complicato puzzle della vita adulta. Quel mondo però sembra ancora più spaventoso delle emozioni che si trovano ad affrontare in un momento di crescita cruciale nella loro esistenza.

L’abilità con cui l’autrice caratterizza i suoi personaggi fa sì che possiamo vederli prendere vita e muoversi attorno a noi, rimandandoci a eventi ed emozioni vissute che non ci rendono particolarmente orgogliosi di noi stessi.

Ciò che sorprende di più nella scrittura della Garlaschelli è la resa del trauma, un elemento che ritorna molto spesso nei suoi romanzi e che non è semplice rendere in maniera realistica e credibile. La vita di Regina è descritta perfettamente attraverso il ritmo del dolore che ha dovuto subire: un tarlo invisibile che mangia tutte le sue energie senza permetterle di trovare riposo, spingendola a sfogare tutto il suo veleno sulla figlia, rea soltanto di voler vivere una vita come quella delle sue coetanee. Regina però non è l’unica “antagonista” di questa storia, e di certo non l’unica ad aver subito un trauma. Come accade in ogni storia “vera”, tutti i personaggi hanno i propri peccati da nascondere o colpe da espiare.

L’autrice affronta temi importanti: l’adolescenza, l’amore, la depressione, la sessualità e moltissimi altri attraverso i tanti personaggi con le loro personalità ricche di sfumature in cui possiamo specchiarci, nei loro pregi così come nelle loro debolezze.

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