Una strana coppia

Karl Geary, Montpelier Parade, tr. M. Bentini, Playground, pp. 234, €17 stampa

recensisce ROBERTO STURM

Sonny è un adolescente solitario, il più piccolo di quattro fratelli di una famiglia povera che deve fare salti mortali per sbarcare il lunario. La madre, casalinga, è una donna dal carattere rancoroso, indurita da una miseria che sembra non avere fine; fuma e sbriga le faccende di casa lanciando continui strali contro il marito. Tutta la famiglia, escluso Sonny, è coalizzata contro il padre: l’uomo infatti riesce a sprecare nella sala scommesse quel poco che guadagna con lavori saltuari.

Vera è una signora quarantenne della borghesia, che si è trasferita a Dublino dall’Inghilterra. Elegante, solitaria e aristocratica nei modi ma depressa, vive in una grande casa in un quartiere residenziale. La donna incarica il padre di Sonny di risistemare il muretto fuori casa e lui chiede al figlio di aiutarlo: il sedicenne scopre un mondo di cui non sospettava l’esistenza. Mobili di pregio, spazi sterminati, utensili raffinati e soprattutto libri su libri riempiono gli occhi del ragazzo. Da tempo, il pomeriggio lavora in una macelleria sperando di mettere da parte i soldi per andarsene, ruba pezzi di biciclette per assemblarne una tutta sua, non ha il coraggio – o meglio la sfrontatezza – di approfittare sessualmente di una sua coetanea, Sharon, che ha rapporti con uomini più grandi per procurarsi qualche pacchetto di sigarette o qualche soldo da spendere.

Non è una ragazzina del suo stesso quartiere che lo farà uscire dalla sordida esistenza che sente di vivere, pensa Sonny; così lascia la sua dipendenza dall’alcol, dalle sale cinematografiche, per iniziare a dipendere da Vera. È la vita della donna che lo interessa, piena di libri e di arte, di gite in macchina, amore e sesso. Lei contraccambia il suo affetto, ma gli dice che non potrà che fargli del male perché soffre di una malattia che sta distruggendo tutti i suoi organi interni. Ogni tanto ha delle crisi, ingurgita interi flaconi di pasticche per poi perdere coscienza.

Ma la verità non è mai quella che sembra, e Karl Geary, scrittore esordiente irlandese, ci porta in una Dublino degli anni ottanta molto simile a una città del dopoguerra, dove la crisi economica è al culmine e dove si avvertono, forti, gli echi della politica neoliberista della Thatcher. A volte un romanzo colpisce per lo stile, per la raffinatezza della costruzione o l’eleganza del linguaggio. Non è il caso di Montpelier Parade, scritto senz’altro benissimo,  ma senza troppi orpelli e in modo lineare: è la storia, struggente e malinconica, crudele e pericolosa di Sonny e Vera, è il degrado dell’uomo sancito da un’economia che schiaccia i deboli, è un disgraziato scontro tra poveri, è la ricerca di riscatto da parte di un ragazzo che non vede alcuna luce alla fine del tunnel. È una donna che nasconde anche a se stessa un terribile, insostenibile segreto. È una vita che, senza amore, non ha senso. Né vie d’uscita.

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