Il ritorno del sottomarino giallo

The Beatles, Yellow Submarine, tr. Franco Nasi, Gallucci, pp. 40, € 15,00 stampa

recensisce DOMENICO GALLO

Un libro per ragazzi o per bambini è molto spesso un regalo. È l’adulto che lo pensa, inseguendo un’intuizione che possa mettere in relazione la sua cultura, e la sua gioia di leggere e di guardare, con quella del piccolo e inesperto lettore. Esperienza appunto, magari il riaffiorare di ricordi lontani, ma soprattutto è la ricerca di un legame tra le generazioni che costituisce la tensione che si lega al libro che viene regalato. I grandi lettori sono certamente acquirenti di libri per la cerchia dei giovani, e dunque sono prioritariamente rivolte a loro le scelte editoriali del libro per bambini e per ragazzi, le immagini, la grafica e i contenuti.

Una visione che sembra particolarmente vera per questo libro dedicato al cinquantenario di Yellow Submarine, il coloratissimo film a cartoni animato di George Dunning dedicato ai Beatles. Coloratissimo, visionario, utopico, sovversivo; le pagine quadrate di Yellow Submarine ci riportano a quegli anni e offrono alla musica la possibilità di essere immagine e di concorrere alla creazione di un indimenticabile immaginario. La canzone appare nel 1966 all’interno dell’album Revolver, un disco molto variegato in cui gli elementi psichedelici di “She Said She Said”, “Tomorrow Never Knows” e di “Doctor Robert” di John Lennon si trovano affiancati alla linea d’archi di “Eleanor Rigby” di Paul McCartney e a quella strana filastrocca di “Yellow Submarine”.

McCartney ha scritto che l’idea gli era venuta a letto, mentre si trovava in uno stato semilucido. Stava pensando a una canzone per bambini quando gli si associarono l’immagine di un sottomarino giocattolo e il colore giallo, un giallo splendente. Pensò che fosse una canzone adatta per Ringo Starr, senza un’eccessiva estensione vocale, e visto che gli piacevano molto i bambini. McCartney ricorda che compose il ritornello e la melodia di base nel dormiveglia, poi la passò a John Lennon che la portò alla sua forma definitiva.

Sta di fatto che “Yellow Submarine”, da filastrocca provocatoria che si colloca all’interno di Revolver non senza difficoltà, diventa l’immagine stessa del mondo sonoro dei Beatles, una sua versione per gli occhi. Sfogliare l’elegante libro proposto oggi dall’editore Gallucci, con colori pastello e vie di fuga surrealiste, giocando tra immagini fortemente bidimensionali e prospettive ritorte e distorte, ci consente di ritornare a quello strano evento che furono i Beatles al cinema, ma in cartone animato. Se la musica pop si stava imponendo come nuova cultura che si contrapponeva, con un qualche compiacimento, a quella tradizionale, allora è davvero coerente quella alleanza immaginifica con un cartone animato che, già allora, era indeciso tra pubblico giovane e adulto, colto e di strada, e, soprattutto, con il tema del viaggio di liberazione a Pepperland, la terra mitica e utopica che si trova sul fondo dell’oceano.

Sì, l’utopia è uno degli elementi fondamentali della cultura hippy, con la sua idea ingenua di costruzione di mondi separati in cui regnano musica, amore, solidarietà e colore; dall’Inghilterra agli Stati Uniti, poi più politicamente in Francia, Germania e Italia, una nuova cultura intende staccarsi dal mondo adulto delle regole, trasgredire, creare nove forme sociali attraverso una nuova vita sociale. Il fenomeno Beatles crea, e contemporaneamente viene creato da questo potente immaginario in cui non mancano le contraddizioni. Basta pensare che dal 1965 al 1969 la statunitense ABC manda in onda 39 episodi della serie TV in cartoni animati The Beatles dedicata al complesso inglese. Ogni episodio condivideva il titolo con una canzone che veniva poi cantata nell’episodio dai Beatles in cartoni animati. Purtroppo le voci dei protagonisti non erano quelle originali dei musicisti di Liverpool ma di professionisti della TV statunitense.

John Dunning si era distinto come autore capace si lavorare su ambientazioni surreali e kafkiane e aveva supervisionato la serie TV prima di lavorare su Yellow Submarine, ma il suo film esplode letteralmente di colori, forme, musica e fantasia tanto che gli stessi Beatles ne sono sorpresi, quasi sopraffatti. I disegni di Heinz Edelmann sono ancora oggi perfetti. E per i più piccoli, l’Editore Gallucci presenta una straordinaria versione pop-up. Pagina dopo pagina il libro ci riporta al film di cinquant’anni fa e a quello shock culturale che era stato per noi, e a chiederci come leggerà oggi un giovane che sfoglia queste pagine preziose la lotta del colorato quartetto contro i blue meanies che avevano reso grigio, triste e senza musica la terra di Pepperland?

https://www.galluccieditore.com/

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