Il mito Tesla

Sergio Rossi e Giovanni Scarduelli, Nikola Tesla, BeccoGiallo, pp. 129, euro 16,00 stampa

recensisce UMBERTO ROSSI

In America gli inventori sono eroi popolari. Edison, Bell, i fratelli Wright, sono forse ancor più popolari di quanto lo siano da noi Mazzini e Garibaldi (a dire il vero, tremo all’idea di chiedere agli adolescenti che ho in classe cosa ne sanno dell’Uomo in Nero e di quello in Rosso…). La vita di questi pionieri della tecnica è stata studiata assai attentamente, anche nei suoi aspetti meno edificanti; si studiano nel loro contesto storico e sociale, si analizzano tutte le ripercussioni culturali delle loro invenzioni, i fondi di senso nascosti in apparecchi come il fonografo, il telefono, il telegrafo; i complessi presupposti anche filosofici che hanno condotto a realizzare quella tecnologia lì e in quel momento storico.

Però, diciamocelo: Nikola Tesla è un’altra cosa. Tesla è uno scienziato, anche se in parte autodidatta; un inventore, cui dobbiamo – tanto per dirne una – la corrente alternata, e cioè l’elettricità in casa dappertutto (o quasi); ma è anche e soprattutto un personaggio dai contorni leggendari. Prova ne sia il fatto che appare in The Prestige, di Christopher Nolan (tratto da un romanzo di Christopher Priest); fa un cameo in quello splendido compendio dell’immaginario ottocentesco che è Contro il giorno di Thomas Pynchon; televisione e cinema jugoslavi gli hanno dedicato una serie e un film ai tempi della scomparsa repubblica socialista; per non parlare di certe automobili che non vanno a benzina… Non stupisce allora che Becco Giallo gli dedichi un volume della sua collana di biografie a fumetti, illustrato da Giovanni Scarduelli e scritto da Sergio Rossi (garantisco, un puro caso d’omonimia…).

Per raccontare la storia tra realtà documentata e leggenda mediatica del grande inventore e scienziato serbo, Rossi & Scarduelli mettono in scena due giovani americani, un documentarista e un fisico, che collaborano alla realizzazione di un documentario su Tesla; sono stati invitati da un misterioso personaggio che sostiene di saperne più di chiunque altro, e vuole incontrarli per mostrare loro documenti importantissimi. Durante il viaggio in auto i due ricercatori rievocano la vita di Tesla, dalle origini in Serbia, agli studi universitari presto interrotti, all’emigrazione negli Stati Uniti, alla beffa di Edison e la derivante ostilità (se non vero e proprio odio) per l’inventore-imprenditore americano; poi le ricerche per la Westinghouse, l’invenzione della corrente alternata, quella della radio che non gli venne riconosciuta, salvo ripensamento postumo della comunità scientifica, gli strani e dispendiosi progetti al limite della ciarlataneria, la morte in miseria nel 1943, in una pidocchiosa camera d’albergo di New York. Una storia grandiosa e tragica, che si chiude con un colpo di scena alla X-Files, perché l’FBI sequestra tutte le carte che restavano a Tesla al momento della sua morte: da allora il mito si è fatto sempre più potente e gravido di mistero (vero, esagerato o inventato).

Sicuramente non mancano complottisti e ammiratori di Tesla che ne sapranno molto di più (tra cui sicuramente Elon Musk…); però come introduzione al personaggio il fumetto di Rossi & Scarduelli va benissimo; e i disegni del secondo, rigorosamente in bianco e nero, si fanno ben apprezzare. Suggerisco pertanto ai miei colleghi che insegnano fisica di farlo leggere agli studenti; non si sa mai che le iscrizioni nelle facoltà scientifiche crescano… del resto, non è pensabile che si radichi una cultura scientifica nel nostro paese (dove ce ne sarebbe veramente bisogno) senza che essa sia accompagnata da un immaginario scientifico. Le due cose sono inseparabili, e forse la prima da noi non ha attecchito proprio per carenza del secondo.

http://main.beccogiallo.net

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